15/04/2010

Il mio amico chitarrista rock

Il mio amico chitarrista si chiama Mario e oggi sto pensando a lui. Ho molti amici che suonano e sono sempre in contatto con il mondo musicale, ma Mario, di cui ho già parlato nel post precedente,è  un amico speciale che ha saputo dare una vera svolta alla mia vita. Dal momento in cui l'ho conosciuto, infatti, ho capito che la chitarra sarebbe stata la mia salvezza. E' così: è una mamma, una sorella, un'amica, stimola la mia immaginazione, mi consola mi soddisfa, mi fa soffrire. Oltre a Mario e sua moglie Marina, conoscevo anche il loro gruppetto di amici ( 10 - 15 persone) al quale spesso mi aggiungevo anch'io per andare a fare scampagnate o cene in compagnia, e così quel 1 Maggio del 2005, ci siamo ritrovati tutti sotto un grande tendone ad arrostire la carne per festeggiare i lavoratori. Quel giorno abbiamo suonato : Mario con la sua chitarra elettrica e l'ampli, io con l'acustica "Speranza" (l'avevo chiamata così), con tanta speranza d'imparare, cercavo di andargli dietro. Era una gioia immensa! Quando sono andata via, mi ricordo ancora che mi sentivo leggera come una farfalla. Iniziavo a credere che ce l'avrei fatta. In realtà ce l'avevo già fatta, nel senso che ormai questa passione mi era entrata nelle vene, proprio grazie a Mario, che con tanto amore me l'ha trasmessa. Lui e sua moglie Marina, mi hanno accolto in casa loro come una figlia, e a me, ha fatto piacere da subito iniziare a frequentarli; la loro immagine di coppia d'innamorati, mi trasmetteva quello che dalla mia famiglia d'origine non avevo mai avuto: un punto di riferimento. Poco dopo averli conosciuti, mi confidarono che non avevano figli perchè non potevano averne, e così, da quel giorno ho iniziato a fantasticare di avere due nuovi genitori, perfettamente uguali a come li avevo sempre immaginati nei miei sogni. Andavo da loro almeno una volta alla settimana, e Mario, mi dedicava sempre almeno mezz'ora del suo tempo, per insegnarmi tecniche nuove: come si tiene la mano destra sul corpo, come s'impugna il manico, le note e gli accordi di base, ecc. Terminava ogni lezione dicendomi "adesso suonatela!". Nel  breve tempo di un anno, il nostro rapporto era già molto stretto. Durante l'estate del 2006, io ebbi un grave incidente e mi rifugiai a casa loro. Mi ricordo come stavano male insieme a me, x quello che mi era successo. Per circa quattro giorni ho dormito da loro, poi sono tornata a casa mia, dove vivevo da sola. Marina mi mandava un sms tutti i giorni per sapere come stavo. Grazie soprattutto alle loro premure, dopo tre mesi mi ero già un pò ripresa. Stava per iniziare il recupero di un pò di serenità, quando a Mario venne una brutta influenza che l'obbligò al ricovero in ospedale. Fu lui stesso, quando lo andai a trovare, a dirmi che gli era stato diagnosticato un tumore ai polmoni di natura sconosciuta. Nonostante la confidenza che avevamo, nessuno dei due ebbe il coraggio di guardare negli occhi l'altro. Ci siamo stretti in un abbraccio virtuale e dolorosissimo. Quando sono uscita dall'ospedale ero a pezzi. Sono arrivata a casa e ho iniziato a gridare di tutto al cielo e a tutti i santi. Me la sono presa anche con mio padre e gli ho urlato che lui mi aveva lasciata sola,abbandonata, suicidandosi, senza darmi nessuna spiegazione, mentre Mario era terribilmente amareggiato di comunicarmi che da li a poco forse non ci saremmo più visti. Ora, ritornando a quei momenti, mi pento di aver pensato certe cose, Mario non l'avrebbe mai voluto, ma quello che mi fa ancora rabbia oggi, è che aveva una voglia di vivere pazzesca, lui era uno che amava davvero la vita, e riusciva sempre a sorridere di fronte alle cose peggiori. Nonostante avesse dei dolori forfortissimi, che nè la chemioterapia nè gli antidolorifici riuscivano a sedare del tutto, non l'ho mai visto lamentarsi, e nel mio cuore credevo che si sarebbe ripreso. Purtroppo a settembre del 2007 ci ha lasciati. Da quel momento, ho praticamente smesso di suonare. L'ultimo brano è stato quello che ho suonato e ho cercato di cantare in suo omaggio,come saluto, anche in nome di tutti gli amici che erano presenti al funerale. Il brano scelto, era uno tra quelli composti da Mario per la scomparsa di John Lennon, ed io riarrangiandolo insieme a suo cugino, anche lui musicista, l'ho rintitolato "Happy Mario". Il ritornello dice :" Se scoprirò da quale parte tu nascerai, nel prossimo sogno se c'è un tempo suoneremo insieme, suonerò, suonerò la sveglia per te.. " La canzone diceva: suonerò,suonerò, ma per quasi due anni,dopo la sua scomparsa, appena prendevo la chitarra e iniziavo a suonare, mi si irrigidiva tutto dentro. Un anno prima della scomparsa di Mario, ho iniziato a lavorare come volontaria in casa di riposo e sfruttando ciò che lui mi aveva insegnato, decisi di provare a portare la mia arte nel mio lavoro. L'iniziativa ebbe un gran successo e successivamente diventò l'unico luogo in cui riuscivo a strempellare, giusto due o tre accordi, senza farmi prendere eccessivamente dal blocco emotivo. Ovviamente quello non era fare musica, il mio sogno era svanito. Non so che cosa un giorno mi fece accorgere, che era un verme quello che avevo dentro, che non smetteva d'ingoiare tutto ciò che c'era di buono. Mi ritrovai affranta sopra un letto, una mattina in cui decisi di non andare a lavorare. Piansi tanto. I giorni successivi rimasi ancora a casa. Nessuno riusciva a capirmi, io stessa non ci riuscivo, e l'idea di non sapere cosa mi stesse succedendo mi faceva perdere la testa. Un pomeriggio, in treno, mentre avevo in testa quella costante idea fissa che annebbiava tutti gli altri pensieri, mi ritrovai a scrivere una canzone. Era il brano della liberazione da quell'incubo: "in cerca ". Da questo brano, ho ripreso in mano la mia vita ancora una volta, e oggi, mi ritrovo di fronte a questa sfida di 365 giorni, con me stessa, e per il più grande musicista che occupa un grande spazio nel mio cuore..il mio amico rock Mario Luciani.

 

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02/04/2010

Rock a tutte le ore

Come immaginavo e come avevo già predetto nel precedente post, sta mattina mi sono svegliata con in testa l'assolo di "Wish you were here" (pink floyd) che sto cercando d'imparare. Ho dovuto aspettare il pomeriggio per potermi esercitare. Alle 15.30 ho iniziato. Soliti collegamenti di fili vari e via! Ho provato per circa due ore  e poi ho deciso di fare una pausa. Mentre ero lì a pensare come stava procedendo il solo, mi è venuta in mente una canzone. Non un brano qualsiasi, bensì " Rock around the clock " cantata da Bill Harley nel 1954, che in seguito divenne ancora più famosa con la sigla "happy days". Rock all'una alle due alle tre le quattro, rock alle cinque alle sei le sette le otto, rock alle dieci alle undici le dodici, rock a tutte le ore sta notte (traduzione della prima strofa). Quando si suona questi brani sembra che il tempo, quello dell'orologio e il tempo musicale diventino un tutt'uno. Non si sentono più nè tic tac di orologi, nè le campane; come se ogni suono fosse entrato in armonia. One.. two.. three.. four...ambarabà cicci coccò: una conta! La battuta in 4/4 che tiene tutto insieme. Il tempo

17:05 Scritto da: bovac in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: r, o, c, k | OKNOtizie |  Facebook

01/04/2010

primo assolo

Oggi Mercoledì 1 Aprile 2010 ho iniziato a studiare il primo assolo scelto fra i tanti dei Pink Floyd e il brano è Wish you were here. Ogni volta che ascolto questo pezzo mi vengono i brividi. Non è un brano della mia epoca, che dovrebbe essere quella attuale, e i Pink Floyd, come tutti sanno, sono un gruppo che è stato in voga tra gli anni '50 e '60; ma le loro canzoni sono pietre preziose della musica di quegli anni,e soprattutto un'importante fonte d'ispirazione oggi per quello che riescono a trasmettere tutt'ora. Alle 11 di sta mattina ho deciso che ce l'avrei fatta. Dovevo assolutamente mettermi a studiare il mio primo assolo che è anche il primo che si ascolta nel brano sopracitato. Ho acceso il pc, ho impostato sullo schemo la TAB del guitar assolo del brano dei Pink Floyd, ho collegato il computer al mixerino al quale ho anche attaccato la chitarra e le cuffie. Se riuscirò nell'impresa non posso ancora dirlo. Le note suonano ancora lente, ma mi sembra che la melodia stia uscendo. Mi è presa una voglia matta di provare, provare, provare ancora e probabilmente domattina mi sveglierò con lo stesso pensiero. Non avrei mai immaginato di realizzare il sogno d'imparare a suonare (mi mancavano il tempo, i soldi )....Oggi ho molto tempo a disposizione per fare quello che mi piace e non perchè ho smesso di lavorare perchè sono diventata ricca. Anzi, convivo con il mio ragazzo e lavorare lavoro eccome! Devo però specificare che lavoro per vivere, impegnandomi, ma il giusto e che non si può di certo dire che facco la "casalinga", ma dedico più tempo a pensare a come fare ad essere felice per rendere felici le persone che mi stanno accanto facendo quello che mi piace fare. Anche questo è un modo per prendersi cura degli altri. Anche al mio ragazzo preferisco scrivere una canzone invece di preparargli uno spezzatino; ovviamente non mancano comunque occasioni per prepararsi delle cenette romantiche che fanno sempre un gran piacere. Sto divagando il mio discorso, ma vorrei tornare all'assolo di wish you were here per dire che mentre lo ascoltavo e riascoltavo all'infinito, ormai da qualche anno, qualche mese fa mi è venuta un'ispirazione ed ho scritto una canzone che riporto qui di seguito :

L'IDIFFERENZA

Pare che qui siamo in cerca tutti, d'orizzonti, d'acqua e sogni. Pare che la strada sia sempre più dura, tanto che poi, poi ci si allontana. Rit. E rimpiango il furore antico dove ci si amava per combattere più forti, per distruggere il nemico che minacciava il sentimento sacro. E la mia indifferenza certo non non è e ti chiedo di gridarlo insieme a me, che il perbuonismo non ci salveràa ed è soltanto cruda e vile omertà. Pare che impuntarsi no non serva, che ci stanca e ci si opprime troppo, a noi che il denaro serve a poco e l'immagine anche meno.. E POI RIPRENDE IL RITORNELLO

Non è niente di speciale lo so, ma è un modo per esprimere le mie emozioni e mi piace lavorarci sopra per trovare delle melodie sempre più intonate.

A domani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

23:19 Scritto da: bovac in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: s, u, o, n | OKNOtizie |  Facebook